La cupola della collegiata di Santa Maria Assunta ad Ariccia al tramonto, con il ponte monumentale sulla destra
Collegiata e ponte di Ariccia — foto: Dr.Jei · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Nemi e Ariccia distano poco l'una dall'altra, eppure raccontano due facce diverse dei Castelli Romani. Nemi è un borgo raccolto, appoggiato sul bordo di un cratere e quasi sospeso sopra il suo lago; Ariccia è una piccola capitale del barocco, dove un papa e il suo architetto hanno trasformato un paese di collina in una scenografia urbana. Visitarle nella stessa giornata è un modo semplice per capire quanto questo territorio sia vario.

Nemi, il borgo sopra lo Specchio di Diana

Il lago di Nemi occupa un piccolo cratere vulcanico dei Colli Albani, con le sponde coperte di boschi e di orti. Gli antichi lo chiamavano Speculum Dianae, lo specchio di Diana, perché sulle sue rive sorgeva il santuario di Diana Nemorense, uno dei luoghi di culto più importanti del Lazio antico; lo stesso nome del paese deriverebbe dal latino nemus, bosco sacro. Il borgo si sviluppa intorno al palazzo baronale, oggi noto come Palazzo Ruspoli, con la sua torre che domina l'ingresso al centro. Da qui si cammina tra vicoli, scalinate e piccole terrazze affacciate sull'acqua, dove la vista sul cratere è il vero spettacolo. Nemi è legata anche alle fragoline di bosco, che si trovano un po' ovunque in paese: ogni anno, di solito la prima domenica di giugno, la Sagra delle Fragole porta in strada il corteo delle fragolare in costume. Per date e programma conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Nemi.

Le navi di Caligola e il museo sul lago

Sulle sponde del lago si trova il Museo delle Navi Romane, nato per una storia straordinaria. Nelle acque di Nemi giacevano due grandi navi fatte costruire dall'imperatore Caligola, che regnò tra il 37 e il 41 d.C.; tra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta del Novecento furono recuperate con un'imponente operazione di abbassamento del livello del lago, e per ospitarle venne costruito l'edificio che ancora oggi si vede sulla riva. Nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 1944, durante le ultime fasi della guerra, un incendio distrusse quasi completamente gli scafi. Il museo, riaperto più volte nel corso dei decenni, conserva oggi materiali superstiti, ricostruzioni e reperti dell'area del santuario, ed è un buon modo per dare un volto alla storia del lago.

Consiglio pratico: il museo si trova in basso, vicino all'acqua, mentre il borgo è in alto sul bordo del cratere: organizzate la giornata tenendo conto del dislivello e verificate orari e giorni di apertura sui canali ufficiali del Ministero della Cultura prima di partire.

Ariccia, il paese ridisegnato dal Bernini

Nel 1661 la famiglia Chigi, a cui apparteneva papa Alessandro VII, acquisì il feudo di Ariccia, e il papa affidò a Gian Lorenzo Bernini, affiancato dal giovane Carlo Fontana, il compito di trasformare il paese. In poco più di un decennio prese forma un insieme coerente: il Palazzo Chigi, ampliato e rinnovato a partire da un'antica residenza, la piazza di Corte con le sue due fontane simmetriche e, di fronte, la collegiata di Santa Maria Assunta, costruita tra il 1662 e il 1664, una chiesa a pianta circolare con una grande cupola che molti accostano al Pantheon. Il palazzo è rimasto ai Chigi fino al 1988, quando è stato ceduto al Comune; restaurato, oggi ospita un museo con arredi d'epoca e una ricca collezione di pittura barocca. Fermarsi nella piazza e guardare la cupola dal portico del palazzo è il modo migliore per apprezzare il disegno d'insieme.

Il ponte monumentale e la porchetta

Per chi arriva da Albano, l'ingresso ad Ariccia passa dal ponte monumentale, un viadotto a tre ordini di arcate sovrapposte voluto da papa Pio IX su progetto di Ireneo Aleandri e inaugurato nel 1854. Distrutto durante la ritirata tedesca del 1944, fu ricostruito nel dopoguerra, e ancora oggi la sua sagoma che scavalca la valle è uno dei simboli dei Castelli. Visto dal basso, dalla valle che si apre sotto le arcate, rende bene l'idea dell'impresa ingegneristica. Ariccia è conosciuta anche per la porchetta, che qui ha ottenuto il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta: assaggiarla in un panino, magari con un bicchiere di vino dei Castelli, fa parte della visita quanto il palazzo e la piazza.

Entrambi i borghi sono facilmente raggiungibili in auto dalla Domus Julia, e si prestano a una giornata intera: la mattina a Nemi, quando la luce sul lago è più limpida, il pomeriggio ad Ariccia tra la piazza e il ponte, e la sera il ritorno in villa, con il giardino e la terrazza pronti per una cena all'aperto. Nei fine settimana di bel tempo i parcheggi nei centri storici possono essere molto richiesti, quindi conviene partire presto.

Nemi e Ariccia, una giornata ai Castelli Romani

Dal lago di Nemi alla piazza del Bernini e ritorno in villa per cena in giardino: scriveteci per verificare la disponibilità della Domus Julia.