Ci sono angoli di Roma dove la città sembra fermarsi di colpo. Ai margini sud-orientali della capitale, dove i quartieri lasciano spazio ai prati, si apre un paesaggio che i viaggiatori del Grand Tour ritraevano nei loro taccuini: archi altissimi che corrono nella campagna, pini marittimi, ruderi di ville e tombe lungo una strada lastricata di oltre duemila anni. È il territorio del Parco degli Acquedotti e dell'Appia Antica, due luoghi vicini e complementari che meritano almeno una giornata intera del vostro soggiorno.
Il Parco degli Acquedotti: archi che attraversano la campagna
Il Parco degli Acquedotti si estende tra la Via Tuscolana e la Via Appia Nuova e fa parte del più ampio Parco Regionale dell'Appia Antica. È uno dei pochi tratti in cui si può ancora capire come apparisse la campagna romana prima dell'espansione urbana: un grande pianoro erboso, attraversato da file di arcate che portavano l'acqua verso la città.
Il protagonista è l'Acquedotto Claudio, iniziato sotto Caligola e completato dall'imperatore Claudio nel I secolo dopo Cristo: le sue arcate in blocchi di tufo raggiungono altezze impressionanti e, viste al tramonto, disegnano una delle silhouette più fotografate dei dintorni di Roma. Accanto corrono i resti dell'Acqua Marcia, di epoca repubblicana, sopra i quali alla fine del Cinquecento papa Sisto V fece costruire l'Acquedotto Felice, che prende il nome dal suo nome di battesimo, Felice Peretti. Nell'area si incontrano anche i ruderi della Villa delle Vignacce, il casale di Roma Vecchia e piccoli canali d'acqua dove non è raro vedere aironi e altri uccelli.
Chi ama il cinema riconoscerà questi archi: è qui che si apre La dolce vita di Federico Fellini, con l'elicottero che trasporta una statua sopra gli acquedotti. Oggi il parco è soprattutto un luogo di vita quotidiana per i romani, che lo usano per correre, passeggiare con il cane, fare picnic sull'erba o semplicemente sedersi a guardare il cielo che cambia colore dietro le arcate.
L'Appia Antica, la Regina viarum
A breve distanza si snoda la Via Appia Antica, voluta dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 avanti Cristo per collegare Roma al sud della penisola. I romani la chiamavano Regina viarum, la regina delle strade, e in molti tratti si cammina ancora sui grandi basoli originali, consumati dal passaggio dei carri.
Lungo il percorso si susseguono monumenti di ogni epoca. Il più noto è il Mausoleo di Cecilia Metella, un grande sepolcro circolare della tarda età repubblicana, trasformato nel Medioevo in torre di un castello. Poco oltre si trovano il complesso di Capo di Bove e, più a sud, la vastissima Villa dei Quintili, una residenza così sontuosa da attirare le attenzioni dell'imperatore Commodo. Lungo la via si aprono anche alcune delle catacombe cristiane più conosciute di Roma. Molti di questi siti fanno capo al Parco Archeologico dell'Appia Antica, l'ente statale che li tutela e ne gestisce le visite.
Passeggiare sull'Appia significa alternare momenti di storia a lunghi tratti silenziosi tra muretti a secco, cipressi e campi coltivati. La strada è piacevole in ogni stagione, ma la primavera e l'autunno regalano le luci più morbide e temperature adatte a camminare a lungo.
Come visitarli: a piedi o in bicicletta
Entrambe le aree si prestano a essere scoperte senza fretta. Il Parco degli Acquedotti è pianeggiante e attraversato da sentieri e stradine sterrate, ideale anche per famiglie con bambini. L'Appia Antica, invece, è perfetta da percorrere in bicicletta: il basolato antico è irregolare, quindi conviene una bici robusta e un po' di pazienza nei tratti più sconnessi, mentre le strade bianche laterali sono più scorrevoli. In zona esistono punti di noleggio, anche di bici a pedalata assistita, utili se preferite non portare le vostre.
Tradizionalmente il tratto più vicino alla città viene chiuso al traffico privato nei giorni festivi, così da lasciare spazio a pedoni e ciclisti, ma le modalità possono cambiare: prima di partire controllate le informazioni aggiornate sui canali di Roma Capitale e del Parco. Anche orari di apertura e biglietti dei monumenti visitabili all'interno, come il Mausoleo di Cecilia Metella o la Villa dei Quintili, vanno verificati sul sito ufficiale del Parco Archeologico dell'Appia Antica, perché variano nel corso dell'anno.
Una giornata a partire da Domus Julia
Da Ciampino questa parte della campagna romana è facilmente raggiungibile in auto, e il Grande Raccordo Anulare, a circa 3 km dalla villa, aiuta a muoversi verso il quadrante sud-est della città. Domus Julia mette a disposizione degli ospiti alcune biciclette: chi viaggia con un portabici può caricarle in auto e usarle direttamente sul posto, oppure tenerle per i giri tranquilli nei dintorni della villa nei giorni di riposo.
Il bello di questa escursione è il ritmo: niente code, niente folla, solo spazio aperto e storia a portata di mano. Al ritorno, con le gambe un po' stanche, il giardino della villa con il prato, la terrazza e il barbecue è il posto giusto per raccontarsi la giornata davanti a una cena all'aperto, mentre la luce cala sulle pendici dei Castelli Romani.
Archi romani di giorno, giardino e barbecue la sera
Domus Julia è una base comoda per esplorare la campagna a sud-est di Roma: biciclette a disposizione, parcheggio riservato e un giardino dove rilassarvi al ritorno.