Tratto della Via Sacra su Monte Cavo con i grandi basoli di pietra lavica romani che attraversano un bosco spoglio d'inverno
Via Sacra, Monte Cavo — foto: Livioandronico2013 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Basta allontanarsi di poco dalla pianura romana e salire verso i colli per accorgersi che il paesaggio cambia: i vigneti lasciano spazio ai boschi, l'aria si fa più fresca e dai tornanti si aprono vedute che arrivano fino al mare. Siamo nel Parco Regionale dei Castelli Romani, l'area protetta che custodisce il cuore dei Colli Albani. Non è un parco remoto e selvaggio, ma un territorio abitato da secoli, dove i boschi convivono con i paesi, i laghi e le tracce lasciate dai popoli antichi. Proprio questo intreccio tra natura e storia lo rende speciale.

Un parco tra quindici comuni

Il parco è stato istituito con una legge regionale del 1984 e si estende per circa 15.000 ettari, distribuiti sul territorio di quindici comuni dei Castelli Romani. Al suo interno si trovano le cime più alte dei colli, come Monte Cavo e il Monte delle Faete, e i due laghi di origine vulcanica, quello di Albano e quello di Nemi, che occupano antichi crateri. L'intero rilievo, del resto, è ciò che resta di un grande complesso vulcanico, il Vulcano Laziale, e la sua forma ad anelli concentrici si legge ancora oggi nei crinali che circondano le valli interne.

Il paesaggio del parco è in gran parte disegnato dal bosco. Alle quote intermedie domina il castagno, coltivato per secoli per il legname e per i frutti, mentre altrove crescono querce, carpini e altre latifoglie. In autunno questi boschi si accendono di giallo e di rame, in primavera i prati si riempiono di fioriture: ogni stagione ha il suo motivo per tornare.

Monte Cavo, la montagna sacra dei Latini

Con i suoi 949 metri, Monte Cavo è la vetta più alta dei Colli Albani e uno dei luoghi più carichi di storia di tutto il Lazio. Per gli antichi era il Mons Albanus, la montagna sacra della Lega Latina: sulla sua cima sorgeva il santuario di Giove Laziale, Iuppiter Latiaris, dove i Latini e poi i Romani si riunivano ogni anno per le Feriae Latinae, le feste federali in onore del dio. Era un appuntamento solenne, al quale partecipavano anche i magistrati di Roma.

Del tempio oggi non resta quasi nulla di visibile, e la cima è occupata da antenne e impianti di trasmissione che ne hanno cambiato l'aspetto. Ma il fascino del luogo resta intatto, soprattutto per il panorama: nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia i due laghi, la campagna romana, la città e la linea del mare all'orizzonte.

La Via Sacra, un selciato nel bosco

Il modo più suggestivo per salire su Monte Cavo è percorrere un tratto della Via Sacra, l'antica strada che conduceva al santuario di Giove. Il suo tracciato saliva dalla zona di Ariccia verso la vetta, e in diversi punti, nel bosco sopra Rocca di Papa, si cammina ancora sui grandi basoli di pietra lavica posati dai Romani, levigati dal tempo e incorniciati dal muschio. È la stessa strada che, secondo la tradizione, percorrevano i comandanti a cui veniva concesso di celebrare il trionfo sul Monte Albano, motivo per cui è nota anche come Via Trionfale.

Camminare su queste pietre, all'ombra dei castagni, dà una sensazione rara: quella di seguire letteralmente i passi di chi saliva in processione oltre duemila anni fa. Il percorso è in salita ma non tecnico, adatto a chi ha un minimo di abitudine a camminare.

Consiglio pratico: per le escursioni nel parco indossate scarpe con una buona suola, perché i basoli della Via Sacra possono essere scivolosi dopo la pioggia, e portate acqua con voi. Prima di partire consultate il sito dell'ente parco per mappe dei sentieri, eventuali chiusure e indicazioni aggiornate.

Sentieri per tutti i passi

Oltre alla Via Sacra, il parco è attraversato da una rete di sentieri e strade forestali che collegano i paesi, i laghi e le cime. Ci sono anelli brevi intorno ai crateri, percorsi più lunghi che seguono i crinali e tratti pianeggianti adatti anche alle famiglie con bambini o a chi viaggia con il cane. Molti itinerari partono direttamente dai centri abitati, quindi si possono combinare con una visita a un paese o con una sosta sul lago.

Da Domus Julia i Castelli Romani sono facilmente raggiungibili in auto, e la villa, alle pendici dei colli, è una base comoda per alternare giornate di cammino nel verde e visite a Roma. Al ritorno da un'escursione, una doccia, il giardino e la terrazza sono il modo migliore per concludere la giornata.

Dai boschi di Monte Cavo al giardino di Domus Julia

Alle pendici dei Castelli Romani, la villa è un punto di partenza tranquillo per esplorare i sentieri del parco. Scriveteci per verificare le date.